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Covid, numeri in crescita. Draghi: avanti alla massima velocità con la terza dose
Di Redazione

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La società cooperativa è nata nel dicembre 2016 sin dalla nascita l’attività prevalente e’ stata quella di offrire servizi alle piccole e medie imprese.

20 Dicembre 2021

“C’è ancora da lavorare e da essere attenti. In particolare questa settimana faremo una cabina di regia in cui passeremo in rassegna eventuali provvedimenti da prendere per le festività. Nulla è stato deciso, la decisione sarà presa sulla base dei dati dell’ultimo sequenziamento”, ha detto Draghi. Intanto l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha dato il via libera all’immissione in commercio condizionata nell’Ue del vaccino anti-Covid Nuvaxovid, prodotto da Novavax

“Bisogna procedere con la massima velocità alla terza somministrazione di vaccino”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, in conferenza stampa con il cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Olaf Scholz. “Ringrazio Scholz degli elogi alla campagna di vaccinazione ma ancora c’è da lavorare e da essere attenti. In particolare questa settimana faremo una cabina di regia in cui passeremo in rassegna eventuali provvedimenti da prendere per le festività. Nulla è stato deciso, la decisione sarà presa sulla base dei dati dell’ultimo sequenziamento”, ha aggiunto Draghi. In attesa delle decisioni il governo comunque un piano sembra averlo. Riduzione della durata del green pass e obbligo di tampone ai vaccinati per partecipare a feste e grandi eventi: sono queste le principali misure di cui si discute in vista della riunione convocata per il 23 dicembre a palazzo Chigi dal premier Mario Draghi, per contenere l’avanzata del Covid- 19 e la corsa della variante Omicron. Il presidente del Consiglio vorrebbe comunque tenere aperte tutte le attività, deve fare i conti con i dati e sarà quindi quasi inevitabile una iniziativa per limitare i contatti soprattutto nei luoghi piú affollati. La discussione è aperta tra i ministri e con i presidenti di Regione per arrivare a un provvedimento condiviso, che non spacchi la maggioranza in un momento delicatissimo dal punto di vista politico e, soprattutto, che non danneggi alcune categorie economiche. Ecco perché il test aggiuntivo per chi ha già il green pass rafforzato alla fine potrebbe essere obbligatorio soltanto dove si creano assembramenti e dove è impossibile mantenere il distanziamento, come le discoteche e le feste. Prevedendo comunque un “filtro” all’ingresso dei centri commerciali.

Intanto l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha dato il via libera all’immissione in commercio condizionata nell’Ue del vaccino anti-Covid Nuvaxovid, prodotto da Novavax. Lo ha deciso il Comitato tecnico per i medicinali a uso umano dell’Ema dopo una riunione straordinaria. E’ il quinto vaccino contro il virus del Covid autorizzato in Europa. Dopo un’approfondita valutazione, il Comitato per i medicinali umani (Chmp) dell’Ema ha concluso per consenso che i dati sul vaccino Novavax erano solidi e soddisfacevano i criteri dell’Ue per l’efficacia, la sicurezza e la qualità. I risultati di due principali studi clinici hanno scoperto che Nuvaxovid era efficace nel prevenire il Covid-19 nelle persone dai 18 anni di età. Gli studi hanno coinvolto in totale oltre 45mila persone.

Nel primo studio, circa due terzi dei partecipanti hanno ricevuto il vaccino e agli altri è stata somministrata un’iniezione di placebo; nell’altro studio, i partecipanti erano equamente divisi tra Nuvaxovid e placebo. «Il primo studio, condotto in Messico e negli Stati Uniti, ha riscontrato una riduzione del 90,4% del numero di casi sintomatici di Covid-19 da 7 giorni dopo la seconda dose nelle persone che hanno ricevuto Nuvaxovid (14 casi su 17.312 persone) rispetto alle persone a cui è stato somministrato Nuvaxovid».

“Bisogna procedere con la massima velocità alla terza somministrazione di vaccino”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, in conferenza stampa con il cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Olaf Scholz. “Ringrazio Scholz degli elogi alla campagna di vaccinazione ma ancora c’è da lavorare e da essere attenti. In particolare questa settimana faremo una cabina di regia in cui passeremo in rassegna eventuali provvedimenti da prendere per le festività. Nulla è stato deciso, la decisione sarà presa sulla base dei dati dell’ultimo sequenziamento”, ha aggiunto Draghi. In attesa delle decisioni il governo comunque un piano sembra averlo. Riduzione della durata del green pass e obbligo di tampone ai vaccinati per partecipare a feste e grandi eventi: sono queste le principali misure di cui si discute in vista della riunione convocata per il 23 dicembre a palazzo Chigi dal premier Mario Draghi, per contenere l’avanzata del Covid- 19 e la corsa della variante Omicron. Il presidente del Consiglio vorrebbe comunque tenere aperte tutte le attività, deve fare i conti con i dati e sarà quindi quasi inevitabile una iniziativa per limitare i contatti soprattutto nei luoghi piú affollati. La discussione è aperta tra i ministri e con i presidenti di Regione per arrivare a un provvedimento condiviso, che non spacchi la maggioranza in un momento delicatissimo dal punto di vista politico e, soprattutto, che non danneggi alcune categorie economiche. Ecco perché il test aggiuntivo per chi ha già il green pass rafforzato alla fine potrebbe essere obbligatorio soltanto dove si creano assembramenti e dove è impossibile mantenere il distanziamento, come le discoteche e le feste. Prevedendo comunque un “filtro” all’ingresso dei centri commerciali.

Matteo Salvini è da sempre contrario a restrizioni troppo drastiche, ma visti i dati dei contagi nella maggioranza molti pensano che non farà ostruzionismo. Intanto, resta sul tavolo l’ipotesi estrema di introdurre l’obbligo vaccinale generalizzato, ma prima il governo dovrà esaminare la “flash survey” dell’Iss che fotografa l’andamento del virus (e della variante Omicron) in tutto il Paese. Confindustria e sindacati erano favorevoli all’obbligo e potrebbero approvare, come primo passo del governo, la scelta di estendere il green pass rafforzato a tutti i lavoratori, così come già accaduto per il personale sanitario, quello scolastico e le forze dell’ordine. Il decreto relativo al Green pass rafforzato scade il 15 gennaio, ma sembra scontato venga prorogato almeno fino al 31 marzo, quando scade lo stato di emergenza. Quanto alla durata dell’intervallo tra seconda e terza dose di vaccino rispetto ai cinque mesi stabiliti dalle agenzie regolatorie, l’Italia sta pensando di ridurre la validità del green pass rafforzato dagli attuali 9 mesi a 7, se non addirittura a 5. La misura potrebbe dare un’ulteriore spinta alle vaccinazioni, eppure non tutto il governo è favorevole. Diversi ministri spingono poi per reintrodurre su scala nazionale l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Però la misura non convince il presidente Draghi, che preferisce lasciare la decisione ai sindaci e ai governatori. Infine, allo studio dell’esecutivo c’è l’introduzione di un possibile filtro per l’ingresso ai centri commerciali che possa impedire gli assembramenti. I tecnici stanno valutando l’opportunitá di rendere obbligatorio almeno il green pass base come già accade per treni, aerei e mezzi di trasporto pubblico. L’alternativa potrebbe essere quella di contingentare gli ingressi come già accade nei grandi magazzini. “Al momento non prevediamo di cambiare nulla nel settore dei trasporti. La cabina di regia di giovedì non prevederà ulteriori interventi”, ha assicurato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini nel corso di un’ intervista con Radio24. “Il green pass utilizzato nelle ultime settimane per il trasporto pubblico locale è giá una misura piuttosto robusta”, ha aggiunto Giovannini sottolineando che “vediamo che i controlli anche sui treni regionali, mostrano una parte molto contenuta nell’ordine del 2% di controlli positivi, cioè di persone sprovviste di green pass”.

Intanto l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha dato il via libera all’immissione in commercio condizionata nell’Ue del vaccino anti-Covid Nuvaxovid, prodotto da Novavax. Lo ha deciso il Comitato tecnico per i medicinali a uso umano dell’Ema dopo una riunione straordinaria. E’ il quinto vaccino contro il virus del Covid autorizzato in Europa. Dopo un’approfondita valutazione, il Comitato per i medicinali umani (Chmp) dell’Ema ha concluso per consenso che i dati sul vaccino Novavax erano solidi e soddisfacevano i criteri dell’Ue per l’efficacia, la sicurezza e la qualità. I risultati di due principali studi clinici hanno scoperto che Nuvaxovid era efficace nel prevenire il Covid-19 nelle persone dai 18 anni di età. Gli studi hanno coinvolto in totale oltre 45mila persone.

Nel primo studio, circa due terzi dei partecipanti hanno ricevuto il vaccino e agli altri è stata somministrata un’iniezione di placebo; nell’altro studio, i partecipanti erano equamente divisi tra Nuvaxovid e placebo. «Il primo studio, condotto in Messico e negli Stati Uniti, ha riscontrato una riduzione del 90,4% del numero di casi sintomatici di Covid-19 da 7 giorni dopo la seconda dose nelle persone che hanno ricevuto Nuvaxovid (14 casi su 17.312 persone) rispetto alle persone a cui è stato somministrato Nuvaxovid».

o il tempo. Da un lato l’epidemia di Covid-19 che avanza con una impennata dei contagi preoccupante dall’altra il governo e le Regioni che cercano di arginare. Se da un lato sono proprio i presidenti di regione e i sindaci che con varie ordinanze di chiusure e limitazioni degli eventi natalizi, c’è attesa per quanto possa decidere palazzo Chigi. “Rispetto ai numeri del contagio da Covid 19 in salita in molti Paesi europei, noi in Italia abbiamo un piccolo vantaggio: in questo momento la variante Omicron non è ancora significativamente diffusa”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3. “Domani (oggi per chi legge, ndr) faremo una ulteriore verifica, vedremo nei primi giorni della settimana come evolve la curva – ha aggiunto – e poi abbiamo questo appuntamento giovedì con gli scienziati per valutare la situazione. Bisogna mantenere altissimo il livello di attenzione. Lo devono fare le istituzioni, chiediamo uno sforzo in più ai nostri cittadini nelle misure comportamentali fondamentali: la mascherina, il distanziamento, evitare assembramenti. Abbiamo bisogno del contributo di tutti”. Comunque, ha sottolineato il ministro, “nessuna decisione è già stata assunta, nonostante quello che si legge… solo giovedì sulla base dei dati faremo le nostre valutazioni”. “C’è un elemento di preoccupazione da parte del Governo, sarebbe poco serio – ha aggiunto – non essere preoccupati in una situazione del genere. Penso naturalmente che siamo comunque a una fase diversa dall’anno scorso: a Natale eravamo in zona rossa in tutti i giorni festivi e prefestivi, abbiamo fatto scelte molto dure, il numero dei decessi era largamente più alto, avevamo il triplo delle presenze in terapia intensiva. Oggi tutte le attività economiche sono aperte, le persone sono libere di svolgere le loro attività perché abbiamo fatto una grande campagna di vaccinazione”. “Ora dobbiamo insistere con terze dosi e mascherine, due leve essenziali, dopo di che valuteremo con gli scienziati se sarà utile e necessario fare altro”, ha aggiunto il ministro.

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