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Zelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’UcrainaZelensky apre all’accordo con la Russia: status neutrale e non nucleare dell’Ucraina
Di Redazione

Scritto da Redazione

La società cooperativa è nata nel dicembre 2016 sin dalla nascita l’attività prevalente e’ stata quella di offrire servizi alle piccole e medie imprese.

28 Marzo 2022

Nuovi colloqui sono previsti a Istanbul, in Turchia, tra le delegazioni di Russia e Ucraina in vista di una soluzione negoziata della guerra. Ma non è ancora chiaro se le due parti si ritroveranno già oggi o domani. Se infatti uno dei negoziatori ucraini ha precisato che i team negoziali si vedranno in giornata, la presidenza turca ha fatto sapere che il dialogo russo-ucraino non avrà luogo prima di domani.  L’Ucraina è pronta ad accettare uno status neutrale, come parte di un accordo di pace con la Russia. Lo ha affermato domenica il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista con giornalisti indipendenti russi, riportata dalla Cnn. “Garanzie di sicurezza e lo status neutrale e non nucleare del nostro stato. Siamo pronti ad accettarlo. Questo è il punto più importante”, ha detto Zelensky, riferendo ai giornalisti che “questo era il primo punto di principio per la Federazione Russa, per quanto ricordo. E per quanto ricordo, hanno iniziato la guerra per questo”. Qualsiasi accordo dovrebbe essere sottoposto al popolo ucraino in un referendum, ha affermato. Ma Zelensky ha sottolineato ancora una volta il suo desiderio di raggiungere un accordo di pace concreto: “Quindi questa clausola è una clausola di garanzia di sicurezza per l’Ucraina. E poiché dicono che è anche per loro” una garanzia di sicurezza, “è comprensibile per me e se ne sta discutendo. È approfondita, ma mi interessa assicurarmi che sia non solo un altro pezzo di carta”, ha aggiunto. “Quindi siamo interessati a trasformare quel documento in un trattato serio da firmare”, ha concluso il presidente, affermando che “le questioni del Donbass e della Crimea devono essere discusse e risolte” nei colloqui di pace. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi pomeriggio una nuova conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Lo riferisce Palazzo Chigi in una nota. “Al centro dei colloqui – si riferisce – vi sono stati gli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina e della crisi umanitaria in atto. Il presidente Zelensky ha lamentato il blocco da parte russa dei corridoi umanitari e la prosecuzione dell’assedio e dei bombardamenti delle citta’, comprese le scuole, con conseguenti perdite civili, tra cui anche bambini. Il presidente Draghi ha ribadito il fermo sostegno del Governo italiano alle autorita’ e al popolo ucraini e la piena disponibilita’ dell’Italia a contribuire all’azione internazionale per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole della crisi in Ucraina”. Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato al governo, alla Banca Centrale e a Gazprom di attuare entro il 31 marzo le disposizioni che prevedono l’uso del rublo per i pagamenti delle forniture di gas ai “Paesi ostili”. Lo ha riferito il Cremlino. La definizione di Paesi ostili riguarda quei paesi che hanno adottato sanzioni verso la Russia per la guerra con l’Ucraina. Secondo il presidente russo, riferiva nei giorni scorsi il sito di Kommersant, fornire merci russe all’Ue e agli Stati Uniti e ricevere pagamenti in dollari ed euro «non ha alcun senso per noi». Dopo la notizia, il rublo ha recuperato valore alla Borsa di Mosca. La Russia, ha detto Putin, continuerà a fornire gas «in base ai volumi e secondo i principi di tariffazione conclusi nei contratti». Ma dal G7 arriva unanime un no secco. Il G7 ritiene che chiedere il pagamento del gas russo in rubli non sia “accettabile”. Lo afferma il G7 in una dichiarazione resa nota da Berlino in quanto presidente di turno. L’oligarca russo Roman Abramovich e i negoziatori ucraini hanno sofferto sintomi di sospetto avvelenamento dopo un incontro a Kiev all’inizio del mese. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il sospetto attacco potrebbe essere stato commesso da alcuni a Mosca che volevano sabotare le trattative per mettere fine alla guerra. “Un nuovo giro di negoziati è in arrivo, perché cerchiamo la pace. Veramente. Senza indugio. Come mi è stato detto, c’è un’opportunità e la necessità di un incontro faccia a faccia già in Turchia. Questo non è male. Diamo un’occhiata al risultato”, ha poi detto il presidente ucraino nel suo ultimo messaggio sui social. “Le nostre priorità nei negoziati sono note. La sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina sono fuori dubbio. Efficaci garanzie di sicurezza per il nostro Stato sono obbligatorie. Il nostro obiettivo è ovvio: la pace e il ripristino di una vita normale nel nostro stato natale il prima possibile”, ha aggiunto. Il presidente ucraino ha quindi ringraziato il “numero impressionante di persone nelle piazze d’Europa, e in altri continenti” che protesta contro l’aggressione russa in Ucraina. “Questo è estremamente importante. Perché quando le persone sono in piazza, i politici non faranno più finta di non sentire noi e voi, di non sentire l’Ucraina”, ha spiegato nel suo ultimo messaggio sui social. “Non permetteremo a nessuno di dimenticare le nostre città, Mariupol e altre città ucraine che le forze armate russe stanno distruggendo”, ha aggiunto. “Sempre più persone nel mondo sono dalla parte dell’Ucraina, dalla parte del bene in questa battaglia contro il male. E se i politici non sanno seguire le persone, noi gli insegneremo. Questa è la base della democrazia e del nostro carattere nazionale”, ha detto. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha affermato – citato dalla Ria Novosti – che ci sono possibilità per un accordo tra Russia e Ucraina. “Vedo ancora che ci sono possibilità per un accordo, perché la comprensione degli errori più grossolani a lungo termine dei nostri partner occidentali è ora presente, anche se per ovvi motivi è improbabile che lo dicano ad alta voce”. “La Russia è interessata al successo dei negoziati con l’Ucraina, che riprendono in presenza a Istanbul, in Turchia”, ha detto Lavrov. “Siamo interessati a garantire che questi negoziati producano un risultato, in modo tale da far avanzare i nostri obiettivi critici, che sono, prima di tutto, porre fine alle vittime civili nel Donbass, che durano da 10 lunghi anni, mentre l’intera comunità progressista dell’Occidente è rimasta in silenzio, senza fare un solo commento critico, anche se tutti hanno guardato come le infrastrutture civili, gli ospedali, gli asili, le cliniche e gli edifici residenziali venivano bombardati nel Donbass”, ha detto Lavrov ai media serbi. Il ministro ha poi sottolineato che il presidente russo Vladimir Putin “non si è mai rifiuto di incontrare il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, ma è importante che l’incontro tra i due presidenti sia ben preparato. Un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky è necessario non appena ci sarà chiarezza nella risoluzione di problemi chiave su Donbass, demilitarizzazione e denazificazione dell’Ucraina”. Per Lavrov un incontro tra il Putin e Zelensky per discutere della guerra in Ucraina in questo momento sarebbe “controproducente”. Parlando ai media serbi, Lavrov ha aggiunto che qualsiasi incontro tra i due leader dovrà avvenire una volta che le due parti saranno più vicine a un accordo su questioni chiave”. Comunque il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha detto che la Russia è pronta a considerare anche altre città, come Belgrado, per tenere i negoziati con l’Ucraina. “Il luogo dei negoziati deve essere accettabile per entrambi i team. Abbiamo tenuto tre round di colloqui faccia a faccia in Bielorussia, poi c’è stata una pausa per motivi tecnici ed è stato difficile incontrarsi direttamente”, ha detto. “Ora è stato raggiunto un accordo su un incontro a Istanbul anche se saremo ovviamente pronti a considerare altre localitá, compresa Belgrado, ha aggiunto. Lavrov ha affermato che durante i negoziati in corso con l’Ucraina, “la Russia è obbligata a fare in modo che il popolo del Donbass non soffra mai più a causa del regime di Kiev e che l’Ucraina cessi di essere un paese costantemente militarizzato” nel tentativo di minacciare la Russia. “Sia la smilitarizzazione che la denazificazione dell’Ucraina sono una componente indispensabile di quegli accordi su cui stiamo lavorando”, ha affermato Lavrov. “L’incontro” dei due presidenti “è necessario non appena avremo chiarezza sull’esito di tutte queste questioni chiave”, ha aggiunto, lasciando intendere che prima sarebbe controproducente. “Sono molti anni che portiamo l’attenzione su questi problemi. L’Occidente non ci ha ascoltato, ora ci ha sentito. Bene, almeno è qualcosa”, ha commentato Lavrov. Il ministro ha poi affermato che “le relazioni del suo Paese con la Cina non sono mai state così forti. Mentre le Nazioni occidentali hanno cercato di isolare la Russia con dure sanzioni, la Cina si è rifiutata di condannare l’invasione e ha anche mantenuto normali scambi economici e commerciali con Mosca. La Russia spera di creare un fronte orientale unificato mantenendo stretti legami con la Cina”.  Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Ria Novosti, ha affermato comunque che dopo i colloqui tra le delegazioni russa e ucraina a Istanbul non ci sarà un incontro tra Putin e Zelensky. “No, non ci sono progressi”, ha detto Peskov che ha anche affermato che le parti non discuteranno lo scambio di prigionieri di guerra ed ha detto che è probabile che i colloqui inizino oggi e che le delegazioni si incontrino domani. “Finora non possiamo parlare e non parleremo di progresso. Il fatto stesso che sia stato deciso di continuare i colloqui di persona è importante, ovviamente. Ma per ora, continuiamo ad aderire alla politica di non divulgare alcun dettaglio relativo ai negoziati. Riteniamo che questo possa solo danneggiare il processo negoziale”, ha affermato Peskov. Il capo dell’Agenzia di intelligence per la difesa dell’Ucraina, generale Kyrylo Budanov, ha affermato – come riporta la CNN – che le operazioni della Russia intorno a Kiev sono fallite e che ora è impossibile per l’esercito russo rovesciare il governo ucraino. La guerra di Putin era ora concentrata nel sud e nell’est del paese, ha detto. “C’è motivo di credere che stia valutando uno scenario ‘coreano’ per l’Ucraina. Cioè” le forze russe “cercheranno di imporre una linea di demarcazione tra le regioni non occupate e quelle occupate del nostro paese. In realtà, è un tentativo di creare la Corea del Nord e del Sud in Ucraina”, ha affermato Budanov. Secondo Budanov la Russia è rimasta intenzionata a stabilire un corridoio terrestre dal confine russo alla Crimea e ha affermato di aspettarsi un tentativo di unire i territori occupati dalla Russia in un’unica entità: “Stiamo già assistendo a tentativi di creare autorità ‘parallele’ nei territori occupati e di costringere le persone a rinunciare alla valuta” ucraina, ha detto Budanov, aggiungendo che si aspettava che gli ucraini resistessero agli sforzi politici della Russia. Secondo i report con le “informazioni operative” sullo stato dei combattimenti in Ucraina rilasciati nelle ultime ore dal ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate di Kiev, una parte delle truppe russe “si sta spostando nel territorio della Repubblica di Bielorussia. Queste misure – si spiega – vengono attuate per ruotare le unità che hanno subito perdite significative, rafforzare i gruppi esistenti, rifornire di cibo, carburante e munizioni, organizzare l’evacuazione del personale ferito e malato”. Lo Stato Maggiore ha riferito che unità russe “che hanno subito perdite significative nel processo di azioni offensive vengono di solito portate sul territorio della Bielorussia per il ripristino delle milizie”, informando di un “ritiro dal territorio della regione di Kiev” dei russi “al territorio della Repubblica di Bielorussia”. Inoltre “si registra il trasporto di razzi Iskander (9K720 Iskander (SS-26 Stone) – un sistema di missili balistici a corto raggio – sulla strada di trasporto verso l’area dell’insediamento di Kalinkovichi”, città della Bielorussia vicina al confine con l’Ucraina. Nel loro aggiornamento operativo quotidiano, le forze ucraine hanno inoltre spiegato che continuano a fronteggiare i militari russi che hanno l’obiettivo di ottenere il controllo delle strade e degli insediamenti chiave nella città di Kiev, cercando di sfondare le difese ucraine da nord-ovest e da est. In un precedente rapporto pubblicato dal ministero della Difesa ucraino si affermava che la Russia era stata costretta a ritirare le truppe che circondavano Kiev dopo aver subito perdite significative. Le forze di difesa ucraine hanno anche affermato che cinque attacchi delle forze russe nelle regioni di Donetsk e Lugansk sono stati respinti. Nel bollettino quotidiano sull’andamento della guerra si spiega che a Donetsk e Lugansk gli ucraini hanno distrutto due carri armati, un veicolo di fanteria e un’auto. Mentre le forze aeree hanno distrutto 4 aerei, 1 elicottero e 2 velivoli senza pilota. Nuovi incendi sono scoppiati nell’area della centrale nucleare di Chernobyl, occupata dalle forze russe, secondo le autorità ucraine che hanno chiesto la “smilitarizzazione” del settore sotto l’egida dell’Onu. “Sono scoppiati incendi significativi nella zona di esclusione, che possono avere conseguenze molto gravi”, ha scritto ieri sera la vice premier ucraina Iryna Vereshchuk sul suo account Telegram. “Tuttavia, ora è impossibile controllare ed estinguere completamente gli incendi a causa della cattura della zona di esclusione da parte delle forze occupanti russe”, ha aggiunto. “Pertanto, chiediamo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di adottare misure immediate per smilitarizzare la zona di esclusione di Chernobyl”, ha continuato la funzionaria del governo di Kiev. Circa 160.000 persone sono ancora nella cittá assediata di Mariupol senza riscaldamento, ha detto il sindaco, Vadym Boichenko, chiedendo l’evacuazione completa della città. Alcuni residenti sono riusciti a scappare attraverso i corridoi umanitari aperti nei giorni scorsi ma molti restano intrappolati. Mariupol, che è un obiettivo chiave per le forze russe grazie alla sua posizione strategica, è sotto assedio quasi dall’inizio dell’invasione e tutti gli edifici della cittá sono stati danneggiati dai bombardamenti russi. Gli studenti della capitale ucraina Kiev riprendono oggi la scuola con la didattuca a distanza. Lo ha annunciato su Telegram il sindaco di Kiev Vitali Klitschko. “Il 28 marzo riprenderà il percorso educativo nella capitale – online. Sarà più adattato alle condizioni attuali. E utilizzando diverse piattaforme educative per gli studenti”, ha affermato. “Importante oggi è che la città viva e lavori anche in condizioni così difficili di legge marziale. Stanno cercando di intimidirci. Non funzionerà! Non ci arrenderemo!” ha commentato Klitschko. Secondo il ministro dell’Economia ucraino, Yulia Svyrydenko, la guerra finora è costata all’Ucraina 564,9 miliardi di dollari (429,3 miliardi di sterline) in termini di danni alle infrastrutture, perdita di crescita economica e altri fattori. Circa 8.000 km (4.970 miglia) di strade e 10 milioni di metri quadrati di alloggi sono stati danneggiati o distrutti a causa dei combattimenti. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto che nelle sue osservazioni a braccio non stava chiedendo un cambio di regime in Russia: “No”, ha detto Biden – come riporta la Cnn – in risposta a una domanda gridata da un giornalista nella sala stampa, che chiedeva al presidente stesse chiedendo un cambio di regime. Secondo la Bbc, la Germania sta valutando l’acquisto di un sistema di difesa missilistica per proteggersi da un potenziale attacco russo, ha affermato il cancelliere Olaf Scholz: “Questo è certamente uno dei problemi di cui stiamo discutendo e per una buona ragione”, ha detto all’emittente pubblica ARD quando gli è stato chiesto se la Germania potrebbe acquistare un sistema come l’Israel’s Iron Dome. Non ha specificato quale tipo di sistema di difesa missilistica stesse prendendo in considerazione Berlino. Alla domanda se la Germania volesse acquistarne uno con una portata maggiore rispetto alle batterie Patriot esistenti, Scholz ha risposto: “Dobbiamo essere consapevoli del fatto che abbiamo un vicino pronto a usare la violenza per far valere i propri interessi”.

 

 

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