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Ucraina, attacco blocca la seconda evacuazione di Mariupol. Bombe su Irpin. Domani negoziati
Di Redazione

Scritto da Redazione

La società cooperativa è nata nel dicembre 2016 sin dalla nascita l’attività prevalente e’ stata quella di offrire servizi alle piccole e medie imprese.

6 Marzo 2022

Siamo all’undicesimo giorno di guerra in Ucraina, con un aumento della pressione russa sui civili in fuga e ancora pesanti bombardamenti in varie località, in particolare a ovest e a nord-ovest di Kiev, la capitale. Questa mattina a Irpin, distretto a poca distanza dalla città, è stato bombardato un checkpoint per l’evacuazione dei civili in fuga. Lo riporta la Cnn, sottolineando che sul posto vi erano troupe internazionali, secondo cui almeno tre civili sono rimasti uccisi, tra i quali due bambini. Sempre a Kiev, nelle ultime ore sono risuonate più volte le sirene di allarme per un’allerta rossa dovuta alla minaccia di un attacco aereo. La stazione ferroviaria centrale è tuttora affollata di persone che tentano di fuggire dalla città, dove arriva l’eco di bombardamenti in corso nei sobborghi. A Buzova, nei pressi della città, due carri armati russi avrebbero colpito una scuola e case di civili. La situazione sul campo è tesa, ma stabile. Le forze russe non hanno guadagnato molto nuovo terreno, ben contrastate dall’esercito ucraino che sembra tenere saldamente le linee di difesa. Il bollettino quotidiano delle Forze armate ucraine segnala dal 24 febbraio 11mila vittime nella fila russe e l’abbattimento di 44 aerei e 48 elicotteri. Distrutti anche 285 carri armati, 447 veicoli e 109 sistemi di artiglieria. In un discorso agli ucraini questa mattina, il presidente Volodymyr Zelenskiy ha elogiato le molte forme di resistenza che le persone hanno scelto per opporsi all’invasione russa e ha definito il suo paese «una superpotenza dello spirito».

A Mariupol evacuazione a ostacoli

La riapertura dei corridoi umanitari a Mariupol e Volnovakha, che sabato non hanno retto alla prova sul campo a causa delle violazioni della tregua da parte russa denunciate dalle autorità locali ucraine, sta avendo luogo tra mille difficoltà. L’evacuzione dei civili, conferma l’ufficio stampa del Municipio di Mariupol, è iniziata alle 12 di questa mattina (le 11 in Italia) ma si è bloccata intorno alle 14, a causa di attacchi, secondo quanto riferisce la Croce Rossa. L’idea della parte ucraina è proseguire fino alle 21 di questa sera, anche grazie a un cessate il fuoco temporaneo. Il Consiglio comunale di Mariupol ha confermato che l’evacuazione in direzione Zaporizhzhya interesserà parte dei 400mila residenti intrappolati nella città portuale dalle forze russe. Mezzi della Croce Rossa guideranno le colonne di evacuazione, e i civili potranno unirsi anche con mezzi propri, ma senza alcuna possibilità di deviare dal percorso umanitario stabilito.

Secondo la Tass, che cita il ministero della Difesa russo, le forze della repubblica popolare del Donesk questa mattina hanno preso il controllo del quartiere di Staryi Krym a Mariupol. Il sindaco parla di «situazione disperata» in città, dove mancano da giorni elettricità, acqua, riscaldamento ed è difficile reperire forniture mediche e altri beni essenziali. Stando alle ultime informazioni, anche la situazione a Sumy e Kharkiv è sull’orlo della crisi umanitaria e il presidente Volodymyr Zelensky ha auspicato la possibilità di aprire corridoi umanitari anche per Kharkiv.

Confermato per domani terzo round di colloqui Mosca-Kiev

La diplomazia, intanto, intensifica gli sforzi per far cessare le ostilità il prima possibile in attesa del terzo round di negoziati e del Consiglio di sicurezza Onu entrambi in programma lunedì 7 marzo. La ripresa dei colloqui tra Mosca e Kiev è stata confermata sia dal negoziatore russo, Leonid Slutsky, che da quello ucraino, David Arakhamia. Non è stato ancora indicato dove si svolgeranno.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz avvierà invece in giornata colloqui incentrati su questioni europee, e in particolare sulla crisi ucraina durante un incontro con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Berlino. Il colloquio, previsto per le 12, avviene alla vigilia di una riunione informale del Consiglio europeo che si terrà giovedì e venerdì.

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken sta continuando il suo viaggio nell’Est Europa. E da Chisinau, in Moldavia ha dichiarato: «Dobbiamo continuare a mettere pressione su Putin e il suo governo». Blinken ha poi aggiunto: «Siamo preparati per fare tutto il possibile per sostenere il popolo ucraino e i popoli vicini che lo stanno aiutando».

L’esercito russo aumenta il ricorso a missili e forza aerea

Il quadro generale del conflitto in corso in Ucraina conferma la pressione dell’esercito russo in varie zone del paese, basato nelle ultime ore su un uso massiccio di missili e forza aerea. Un attacco missilistico russo ha colpito un gruppo di abitazioni nella regione di Zhytomyr, 140 chilometri a nordovest di Kiev. Colpite da una serie di razzi anche aree residenziali a Korosten e Ovruch. Una persona è morta e cinque sono state ferite, tra cui un bambino. Altri cinque bambini sono stati estratti da un seminterrato sotto il garage in fiamme e salvati. Quindici abitazioni di civili sono state distrutte ma non ci sono state vittime nè feriti.

L’azione diplomatica di Israele

È questo lo sfondo della nuova offensiva diplomatica avviata a sorpresa dal premier israeliano Naftali Bennet che sabato, dopo le durissime parole di Putin che ha paragonato le sanzioni a una dichiarazione di guerra, ha violato lo Shabbat per volare a Mosca.Tre ore di colloquio nella prima visita di un leader straniero al Cremlino dopo l’attacco a Kiev dopo una breve consultazione con Germania, Francia e Stati Uniti; poi una telefonata al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e al presidente francese Emmanuel Macron, e un altro volo diretto stavolta a Berlino. Dopo un incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz il portavoce del governo tedesco ha affermato: «L’obiettivo comune resta quello di mettere fine alla guerra il prima possibile. Lavoreremo per questo». Questa mattina, Bennett ha parlato di nuovo con Zelensky, nella terza telefonata con il presidente ucraino in 24 ore. Lo rende noto l’ufficio del premier israeliano rientrato questa mattina dalla sua missione a Mosca e Berlino.

Colloquio Biden-Zelensky

Intanto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parla con Zelensky, assicurando sicurezza, assistenza finanziaria e sanzioni alla Russia, poco dopo il videocollegamento del presidente ucraino con 300 senatori statunitensi ai quali aveva invocato no-fly zone e missili per fronteggiare l’invasione russa. Biden su questo non si esprime, elogiando invece le iniziative private volte a isolare la Russia, come la decisione di Visa e Mastercard di sospendere le operazioni nel Paese. Secondo “Politico”, l’amministrazione Usa starebbe valutando con la Polonia la possibilità di consegnare caccia alle Forze armate ucraine, non potendo soddisfare la richiesta di Kiev di garantire una no fly zone sull’Ucraina.

Le pressioni geopolitiche su India e Venezuela

Secondo la stampa Usa, pressioni sarebbero in corso per condurre anche Venezuela e India a prendere le distanze dal Cremlino. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha detto al segretario di Stato americano Antony Blinken che la Cina si oppone a ogni mossa che «getti benzina sul fuoco» in Ucraina e ha chiesto negoziati per risolvere la crisi e trattative per creare «un equilibrato meccanismo di sicurezza» europeo.

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